Discorso di Rutelli, al congresso della Margherita
Care amiche, amici, gentili ospiti,
benvenuti al Congresso di Democrazia è Libertà-la Margherita.
È il II Congresso di questo nostro partito, nato per la convergenza tra PPI, i Democratici, Rinnovamento Italiano e grazie all’apporto di centinaia di personalità e migliaia di militanti provenienti dalle esperienze del cattolicesimo popolare e democratico, laico-liberale e riformista, del vitale associazionismo del nostro paese, dell’ambientalismo.
Domenica decideremo che sarà anche l’ultimo nostro Congresso.
Ma non sarà una decisione di addio. Realizzeremo l’obiettivo di fondare una nuova, ambiziosa, difficile, affascinante impresa: la nascita del Partito Democratico.
E’ un passaggio senza precedenti nella democrazia italiana, che si svolge in parallelo ed unità d’intenti con il Congresso dei Democratici di Sinistra, iniziato ieri a Firenze. I due maggiori partiti del centrosinistra italiano, che hanno raccolto insieme circa dieci milioni di voti nelle elezioni politiche di un anno fa, decidono di non continuare da soli l’azione politica, decidono di unirsi e di aprire il cammino futuro a tutti quei cittadini e a quelle forze che condividono questo disegno.
Noi ci uniamo perché, ben consapevoli della dignità, della forza, dei valori che derivano da tanta parte delle esperienze da cui originano i nostri partiti, siamo soprattutto consapevoli che dobbiamo rispondere a sfide nuove, dobbiamo organizzarci in modo migliore. Che è tempo di unire i democratici e i riformisti italiani.
Caro direttore,
alla vigilia di due Congressi importanti come quelli dei Democratici di Sinistra e di Dl Margherita, ai quali va il ringraziamento di tutti per il generoso sforzo che stanno compiendo, ritengo doveroso unire la mia voce e il mio passo al cammino che ci accomuna verso la meta del Partito Democratico.
Fin dal 1995, all´inizio del percorso dell´Ulivo, abbiamo pensato e inseguito un soggetto politico in grado di unire le diverse culture riformatrici del Paese per un progetto di governo dell´Italia. Abbiamo sempre e tenacemente lavorato perché a ogni momento di frenata si rispondesse con un nuovo slancio in avanti. Oggi possiamo dire che il saldo è positivo: i passi in avanti sono maggiori di quelli indietro. Ma la strada non è conclusa. E il rischio di passi indietro è ancora presente.
Inoltre oggi siamo chiamati alla responsabilità del Governo. Governare un Paese significa adottare decisioni forti, spesso non facili.
È quello che stiamo facendo con uno spirito rinnovato. Con la consapevolezza di ridare fiducia, crescita ed equità all'Italia, di rilanciarla sullo scenario europeo e mondiale, di farla sentire vicina ai cittadini. In questi mesi abbiamo rimesso in piedi un Paese in difficoltà, abbiamo risanato i conti, abbiamo favorito la ripresa economica, stiamo lavorando per una crescita certa e duratura.
A un simile impegno va associato un progetto politico concreto. A un´Unione che governa con determinazione il Paese sulla base di un Programma coerente, si può oggi dare una maggiore solidità di valori, quelli del Partito Democratico. Lo abbiamo deciso insieme con le Primarie, con l'incontro di Orvieto, con la stesura del Manifesto che ne sancisce i princìpi.
Lo dissi ad Orvieto e lo ripeto qui: il Partito Democratico può colmare il deficit di quantità e qualità della politica italiana.
Abbiamo nelle nostre mani il progetto, il soggetto e il processo. Se pensiamo a 12 anni fa, quando l'Ulivo espresse un modo nuovo di intendere la politica ma anche di interpretare le esigenze della collettività, possiamo affermare con tranquillità che il cammino è stato portato avanti in modo coerente sia nelle vittorie come nelle sconfitte elettorali. L´esigenza di dare finalmente all´Italia la stabilità politica e istituzionale ci ha portati oggi, tra le traversie di una legislatura difficile e di una legge elettorale nefasta, ad essere sempre più convinti che sarebbe fatale limitare la forza aggregante di un´unità di popolo di cui si sente sempre maggiormente la necessità.
Abbiamo dunque bisogno di un soggetto forte e unito, ma ancor più di un soggetto unificante. E per fare questo abbiamo bisogno di non perdere nessuno di coloro che in questi anni hanno condiviso il nostro cammino. Ma abbiamo anche bisogno di costruire un metodo nuovo per superare il passato. Abbiamo cioè bisogno di un soggetto denso di valori e adeguato al nuovo pensiero della società, in grado di unire culture e radici e di superare gli steccati delle ideologie del secolo scorso.
Il Partito Democratico è la meta di tutto questo processo. In un´Italia sempre più europea e nuovamente leader in questo contesto, siamo consapevoli che solo una scelta tempestiva e forte può generare effetti positivi di lungo periodo. È doveroso, per noi, presentarci anche in Europa come anticipatori di una realtà che si sta trasformando. Il Partito Democratico si collocherà perciò al centro del campo riformista e democratico per allargarne i confini e contribuire a indicare nuove strade, non per fare scelte di campo laceranti o per accontentarsi della sua fisionomia tradizionale.
Siamo al centro di un passaggio storico. E lo siamo non per caso, ma perché lo abbiamo deciso. Per costruire questa Italia grande abbiamo bisogno di un soggetto grande. Attenzione, ho detto grande, non grosso e la differenza certo non può sfuggire. La grandezza è data proprio dalla sua missione, che sta tutta inscritta nella sua forma e nel suo nome: un partito democratico che continuiamo a chiamare Ulivo.
Stiamo per dar vita ad un nuovo partito che avrà il suo simbolo nell´Ulivo e che vuole essere un partito nuovo, effettivamente democratico anche nella sua vita quotidiana. Vogliamo un partito, dunque, per continuare a dire che la migliore organizzazione di rappresentanza democratica è proprio il partito, con le regole contenute nell'articolo 49 della Costituzione.
Due grandi partiti del centrosinistra si apprestano a definire il loro contributo a questo progetto. Tempi e modi sono a portata di mano, ma non si deve procedere escludendo. Gli altri soggetti, interni ed esterni ai partiti, devono essere coinvolti pienamente nel processo costitutivo e decisionale.
Il Partito Democratico si prefigge di essere un partito che intende il progetto-Paese in modo aperto e dinamico. In vista di questo appuntamento ci dobbiamo mescolare e confondere con tutti i cittadini, perché i protagonisti di questa nuova costituente devono essere proprio i cittadini. Dobbiamo andare perciò verso un «partito dei cittadini» dove il principio «una testa, un voto» è l´elemento qualificante dell'aggettivo democratico.
È la conferma di quella linea ulivista che ha cambiato la politica degli ultimi dodici anni e sta cambiando il Paese con il nostro Governo. Ma non dimentichiamo che solo un Governo vincente e coeso farà più forte il Partito Democratico. E viceversa.
Ci aspettano altre scelte importanti in questi mesi. Dobbiamo fare una legge elettorale che corregga gli errori del passato e consenta di salvaguardare il bipolarismo e la governabilità. La politica italiana si appresta a vivere giornate storiche. Due congressi per un partito. Più culture per un progetto. Un nuovo popolo da mettere insieme. E l´Italia come bene comune.
Romano Prodi
PUBBLICA ASSEMBLEA DEL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA
"LE RAGIONI DELL'OPPOSIZIONE DI OGGI E LE PROSPETTIVE PER UNA NUOVA AMMINISTRAZIONE"
I video dell'intervento di Francomano:
- Questione metano -
- Questione opere pubbliche -
in continuo aggiornamento: a breve altri video!!!!
Il Parlamento
Fine del bicameralismo perfetto. Maggiore tasso di conflittualità istituzionale. Regioni meno rappresentate e gravi disuguaglianze tra aree diverse del Paese.
Artt. dal 55 al 60
Formazione delle leggi
Possibilità di conflitti di competenza tra le due Camere. Rischio di allungare l’iter Parlamentare.
Artt. 70 e successivi
Il Presidente della Repubblica
Artt. 84, 87, 88, 92, 94.
Il Primo Ministro
Aumentano i Poteri del Primo Ministro a discapito della collegialità del Consiglio dei Ministri e del ruolo del Parlamento e del Presidente della Repubblica.
(Artt. 88, 94, 95 )
La Devolution
Aumentano le materia di competenza delle Regioni
Art. 117
Artt. 120, 127
Consiglio Superiore della Magistratura
Art. 104
Corte Costituzionale
Aumentano i membri di nomina Parlamentare e di conseguenza si riduce l’autonomia della Suprema Corte rispetto al potere politico.
Art. 135
I 15 membri sono nominati come segue:
4 dal Presidente della Repubblica
4 dalle Supreme Magistrature
4 dal Senato federale integrato dai Presidenti delle Regioni
3 dalla Camera dei Deputati
tratto da Incontriamoci
Il 25 e il 26 Giugno i cittadini italiani sono chiamati a votare per confermare o respingere le modifiche apportate al Titolo II della Costituzione Italiana (scarica il testo della riforma imposta dal centro-destra come pubblicato sulla GU n.269 del 18/11/2005).
L’art. 138 della Costituzione prevede la possibilità di richiedere referendum confermativo di una Legge di revisione Costituzionale o di una legge Costituzionale, non approvata a maggioranza qualificata dei due terzi dei due rami del Parlamento.
Modalità di voto in Italia:
â– Si vota Domenica 25 giugno dalle 8.00 alle 22.00 e Lunedì 26 giugno dalle 7.00 alle 15.00.
â– Gli elettori devono recarsi, muniti della propria tessera elettorale e di un documento d’identità valido, nella sezione elettorale indicata sul frontespizio della tessera.
Chi avesse smarrito la tessera elettorale potrà farne richiesta presso gli uffici elettorali del proprio comune, che resteranno aperti durante le operazioni di voto.
â– L’elettore deve tracciare un segno sul No, se intende abrogare le modifiche apportate dal centro-destra alla Costituzione; oppure tracciare un segno sul Si, se intende confermare le modifiche apportate dal centro-destra alla Costituzione.
â– Non è previsto Il Quorum
Il numero dei votanti non è pregiudiziale alla validità del Referendum: ovvero
Il governo intende compiere un’accelerazione sul ritiro dei militari dall’Iraq? “L’accelerazione - risponde il ministro della Difesa, Arturo Parisi - è soprattutto nella decisione. L’accelerazione è nell’adempimento degli impegni che abbiamo preso con gli elettori durante la campagna elettorale presentando il nostro programma”.
“Ieri - afferma il ministro conversando al ministero della Difesa con alcuni giornalisti - mi sono incontrato con il ministro degli Esteri D’Alema per ragionare sui tempi e sulle modalità relative al ritiro delle truppe, del nostro contingente dall’Iraq, e per discutere della riconversione del nostro impegno per la ricostruzione di quel paese e per il rafforzamento di quella democrazia, in accordo con il governo iracheno e con le altre parti interessate”.
“Domani mattina - prosegue Parisi - io e il ministro degli Esteri riferiremo al presidente del Consiglio sulle diverse opzioni e continueremo il lavoro avviato ieri”.
(ANSA) - POTENZA, 18 MAG - Sono tre i sottosegretari lucani nel governo Prodi: Filippo Bubbico (Ds) allo Sviluppo economico, Mario Lettieri (Margherita) all'Economia e Giampaolo D'Andrea (Margherita) ai Rapporti con il Parlamento e Riforme istituzionali. Nel precedente governo la Basilicata era rappresentata da un solo sottosegretario, Guido Viceconte (FI), alle Infrastrutture.
Spazio dedicato all'attività politica della Margherita e della coalizione di centrosinistra di Rotondella.